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Hit the road Mata and don't you come back no more, no more, no more...
( Traduzione, liberamente tratta: Parti Mata e non tornare mai più, mai più, mai più! )
Stanca di soffrire in studio, costretta tutto il giorno tra scartoffie e clienti lagnosi che non vogliono pagare le imposte, mi sono regalata una serata al cinema. E ho pianto per quasi tutto il film.
Nonostante le lacrime, il mio giudizio sul film è positivissimo, visto che la regista Susanne Bier è riuscita a trattare un tema difficile, come la morte e l'amicizia, in maniera davvero magistrale. Ha messo a nudo i sentimenti, il dolore e la speranza senza cadere nel melenso. Gli attori, Halle Berry e il bellissimo ( per me, ovvio ) Benicio del Toro, sono stati davvero splendidi nell'interpretare i ruoli di due persone che sembrano incompatibili ed invece si scoprono accomunati dallo stesso dolore.
Noi due sconosciuti è un film da vedere, ma portatevi dei kleenex, potrebbero ( quasi sicuramente ) servire
Blog momentaneamente in crisi di ispirazione
per surriscaldamento neuroni.
Potevo stupirvi con effetti speciali, raccontare mirabilie della vita di uno studio di commercialiste tutte femmine. Purtroppo "BiancaMata sotto i nani" o "Mata e le sue sorelle" non sono in programmazione in questo periodo. Piuttosto qui danno il film "Non ci resta che piangere" oppure "Donne sull'orlo di una crisi di nervi" per questo vi risparmio il racconto.
Sappiate solo che combattiamo con modelli unici, F24, studi di settore e roba per nulla divertente. Spero di uscirne viva per fine luglio, nel frattempo si accettano mazzi di fiori o opere di bene purchè commestibili ( astenersi da battute scontate, please! )
Avete presente lo spezzone del film "Tre uomini e una gamba" in cui Aldo telefona al suocero e si sfoga mandandolo a quel paese in modo alquanto plateale? Ecco... immaginate quella scena e la stessa intonazione, visto che il comico è palermintano e io sono reggina con una inflessione molto simile.
Stamane, solita discussione tra socie/sorelle in studio su problemi di lavoro. Io ho sempre una visione molto realistica delle cose, e da buona commercialista cerco di coniugare le norme fiscali con gli interessi del cliente... mia sorella magggiore, invece, studia in continuazione, è sempre aggiornata sulle ultime novits fiscali ma si attiene scrupolosamente alle norme tanto che, a volte, sembra il distaccamento della Agenzia delle Entrate. Le nostre divergenze sono sempre per questioni di interpretazione della norma, la mia è ovviamente molto elastica e la sua estremamente restrittiva.
Di solito sono paziente, ma oggi fa caldo ed ho un mare di cose in scadenza, per cui la mia sopportazione verso i cavillosi appunti di mia sorella, è davvero ridotta ai minimi termini. Dopo una mezz'ora di tira e molla, in cui io espongo la mia visione e lei resta ferma come un mulo sulla sua... quando si tratta di prendere la decisione, lei continua a opporre una resistenza che potrebbe durare all'infinito. Così ad un certo punto inizio a urlare nello stesso, identico, modo di Aldo nei confronti del suocero... mentre le impiegate accorrono preoccupate per vedere cosa sia successo.
Ora sono nella mia stanza che ridacchio perchè immagino cosa devono avere pensato le ragazze che mi hanno sentito inveire contro mia sorella, ma sinceramente penso che se non avessi urlato così non avrei mai sbloccato la situazione.
"Ira furor brevis est" ora è tornata la calma.
Qualche giorno fa rientrando in casa, mentre salivo per le scale, sento della musica a tutto volume. Niente di strano, nella Matafamiglia tutti ascoltano la musica al massimo dei decibel ( negli orari consentiti, ovvio ). Quello che mi meraviglia è il pezzo che si diffonde nell'aria... è un'aria dei Pagliacci di Leoncavallo e precisamente Vesti la giubba. Visto che in casa io non c'ero... mi domandavo chi potesse essere a decidere di ascoltare questa opera lirica tra i miei due figli. Quando entro in casa vedo la luce provenire dalla stanza di mio figlio e lo trovo con una faccia affranta che ascolta la musica.
Dapprima mi domando il perchè di questa scelta, visto che di solito entro in casa e lo trovo che ascolta da melodie decisamente diverse. Dopo un po' ricordo che il giorno prima mi aveva comunicato che la sua ragazza del momento lo aveva lasciato senza un motivo... così collego i due eventi. Mentre, dentro di me, sorridevo ripensando ai miei amori da ragazzina, mi sono avvicinata a lui con la faccia più seria possibile, cercando di rispettare il suo stato d'animo, e gli ho dato una pacca amorevole sulla spalla.
Comunque... ieri sera, ho riascoltato, stavolta con vero piacere, il solito fracasso.
A te che oggi diventi papà.
Ti auguro di vedere ogni progresso della tua piccola come se la sua vita fosse sempre un miracolo.
Finalmente è venerdì. Fuori c'è il sole, io mi sento allegra, si prospetta un fine settimana positivo, così ho voglia di ballare...
Chi mi segue? 

No, non mi riferisco al noto complesso di musica melodica degli anni '70 ma ai miei cugini di tremiliardesimo grado, che puntualmente nel periodo del modello 730 si ricordano della parentela. Arrivano quasi sempre in coppia, marito e moglie, carichi di documentazione di spese mediche e scontrini di farmaci ( oh, ma uno sano no, eh?! ) e possiedono all'incirca una quindicina di microterreni agricoli, oltre alla pensione. E' ovvio che io non posso esigere la mia parcella ( non sono venale fino a questo punto ) quindi loro, per sdebitarsi, arrivano carichi di uova fresche, fave, fragole, limoni e frutta di stagione. Io non ho mai rifiutato loro un aiuto, quando posso, ma in periodi come questi, sinceramente, vorrei avere un parentado meno vasto.
E poi... vorrei sapere perchè sti cazzi di cugini di campagna non lavano le uova prima di regalarmele, che lo facciano di proposito perchè faccio loro pagare le imposte?

... e questa è la mia campionessa.
Di softball, ovviamente.
ehvvivi in Hit the road Mata!
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